I permessi di lavoro
Per il decesso di coniuge, convivente, genitore, figlio, fratello o sorella spettano tre giorni di permesso retribuito all’anno, per legge. Non sono ferie e non vanno recuperati.
Molti contratti collettivi ne prevedono di più, e alcuni li estendono a suoceri e nonni. Guardate il contratto, oppure portatecelo e lo guardiamo insieme.
Il rientro
Le prime settimane sono strane: si funziona benissimo e poi ci si blocca su una cosa piccola. È normale e non vuol dire che qualcosa non va.
Se potete, evitate di prendere decisioni grosse nei primi tre mesi: vendere la casa, cambiare lavoro, svuotare gli armadi. Gli armadi soprattutto: non c’è nessuna fretta.
I bambini
Le domande dirette vanno risposte in modo diretto, con le parole vere: morto, non partito o addormentato. Le metafore spaventano più della verità.
Portarli alla cerimonia si può, dai cinque anni in su, se sono loro a volerlo e se qualcuno resta accanto a loro pronto a uscire. Le nostre psicologhe danno indicazioni ai genitori senza far pagare nulla.
Le date difficili
Il primo compleanno, il primo Natale, l’anniversario. Sapere che arrivano aiuta a prepararsi. Molte famiglie fanno qualcosa di semplice: una messa, una cena, una passeggiata al cimitero con i nipoti.
Quando chiedere aiuto
Se dopo sei mesi non riuscite a tornare al lavoro, se dormite pochissimo, se evitate del tutto di parlarne o se pensate di non farcela, parlatene con qualcuno. I nostri primi tre colloqui sono gratuiti e non serve nessuna ricetta: vedi sostegno al lutto.
C’è un gruppo di parola ogni mese
Il giovedì sera, nella sede di Prati. È gratuito e aperto a tutti, anche a chi non ci conosce.