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Certificato e estratto di morte

Sono tre documenti diversi e gli enti li confondono di continuo. Ecco quale serve a chi.

Le tre versioni

  • Certificato di morte. Attesta solo nome, data e luogo del decesso. Va bene per la maggior parte delle pratiche ordinarie.
  • Estratto per riassunto. Contiene anche le annotazioni, per esempio il matrimonio. È quello che chiedono banche e assicurazioni.
  • Copia integrale dell’atto. La trascrizione completa dell’atto di stato civile. Serve per le pratiche all’estero e per le successioni complicate.

Dove si chiedono

All’ufficio di stato civile del Comune dove è avvenuto il decesso, oppure a quello di residenza. A Roma si possono chiedere in qualunque municipio, non solo nel proprio.

Si possono richiedere anche online con SPID sul portale di Roma Capitale, e arrivano via PEC o email. È la strada più veloce: due o tre giorni.

Quanto costano

In carta libera sono gratuiti, e la carta libera basta quasi sempre: si usa per pensioni, successioni, INAIL e pratiche esenti. In bollo costano 16 euro di marca più i diritti.

Quante copie servono

Otto, per stare tranquilli. Banca, INPS, assicurazione, utenze, PRA, successione, e due di scorta perché qualcuno le trattiene. Le richiediamo noi per tutte le famiglie che seguiamo, comprese nel servizio.

Per un decesso di anni fa

Si chiedono nello stesso modo, senza limiti di tempo. Se il decesso è precedente al 1900 può servire l’archivio storico: ci mette qualche settimana, ma si trova.

Vi serve un estratto e non sapete quale?

Diteci chi ve lo ha chiesto: in un minuto vi diciamo quale versione vuole.